Guitar Fundamentals - Strategie d'insegnamento - Esercizi Ritmici
Nota: questo articolo è pensato per aiutare insegnanti e genitori a sostenere i giovani studenti nell’apprendimento della chitarra.
Sebbene faccia riferimento al libro Guitar Fundamentals 1, da cui hanno origine queste strategie e la cui struttura le riflette, i principi didattici descritti possono essere applicati anche ad altri metodi per chitarra.
In diversi momenti, durante la scrittura di Guitar Fundamentals 1, ho preso in considerazione l’idea di eliminare gli esercizi ritmici. Il motivo è semplice: non è sempre facile inserirli all’interno di una lezione. A volte il tempo a disposizione è molto limitato ed è importante utilizzare ogni lezione nel modo più efficace possibile.
Tuttavia, gli esercizi ritmici sono estremamente utili e preziosi per diversi aspetti dell’apprendimento, e per questo alla fine ho deciso di mantenerli. C’è inoltre un altro elemento da considerare: gli esercizi ritmici possono essere molto flessibili e possono essere utilizzati per creare diverse attività durante le lezioni.
Durante la mia esperienza di insegnamento ho notato una cosa importante: gli esercizi ritmici possono talvolta essere strumenti molto utili per rompere il ghiaccio durante le prime settimane e creare un legame tra insegnante e studente, soprattutto quando gli studenti sono molto giovani.
Questo perché il ritmo ha un aspetto molto istintivo, a cui quasi tutti possono avvicinarsi. Immaginiamo un giovane studente che non sa ancora suonare. Essere in grado di battere un ritmo a tempo, riprodurlo dopo averlo ascoltato una sola volta oppure creare un dialogo tra il ritmo dell’insegnante e quello dello studente attraverso una struttura di domanda e risposta può aumentare la sua fiducia e aiutarlo a sentirsi più a proprio agio con la musica. In altre parole, può iniziare a vedere la musica come un’“attività amichevole”.
Per fare un esempio, una semplice attività come:
Insegnante: Ritmo 1 — Studente: Ritmo 1 (ascoltare, copiare e battere il ritmo)
Ripetuta diverse volte può essere un ottimo modo per motivare lo studente a interagire con la musica in maniera istintiva. È un modo molto elementare di fare musica, ma può essere estremamente coinvolgente. Il fatto che non ci siano molte regole e che il principio di base sia intuitivo — avvicinarsi il più possibile al ritmo proposto — rende questa attività molto accessibile.
Una volta stabilita questa prima fase, gli esercizi ritmici presenti in Guitar Fundamentals 1 possono inizialmente essere battuti con le mani oppure eseguiti tramite percussione. A questo punto passiamo a una fase diversa: leggere le figure musicali e associare a ciascuna di esse il corretto numero di pulsazioni.
Nel libro, gli esercizi sono scritti sul pentagramma con due parti, permettendo a due persone di eseguirli insieme. Questa struttura consente inoltre di utilizzarli in modi diversi. Lo studente può esercitarsi su una linea alla volta, ottenendo quindi di fatto due esercizi. È anche possibile che, all’interno di una singola lezione, completare soltanto metà dell’esercizio — una sola linea — sia più che sufficiente. Non è necessario terminare tutto. Questa decisione può essere lasciata al giudizio dell’insegnante, tenendo in considerazione anche il coinvolgimento e il piacere dello studente.
Questi esercizi possono inoltre essere eseguiti come duetti. In questo modo, gli studenti iniziano a sviluppare fin dall’inizio una competenza musicale fondamentale: suonare, ascoltare e costruire un dialogo musicale con un altro esecutore.
Imparare ad ascoltare e ad adattarsi a un altro musicista è una parte importante dello sviluppo musicale. Per i chitarristi questa capacità può essere particolarmente utile, perché gran parte del repertorio tradizionale per chitarra è scritto per strumento solo. Di conseguenza, i chitarristi non sono sempre abituati a suonare in piccoli ensemble fino a quando non affrontano musica più complessa. Credo invece che questo sia un aspetto che possa, e debba, essere esplorato fin dall’inizio. Gli esercizi ritmici a due parti offrono quindi un’esperienza preziosa nel suonare insieme e nell’interazione musicale.
Esiste poi una terza e ultima fase: questi esercizi possono essere suonati sulla chitarra.
Una volta comprese le durate delle figure musicali e dopo aver esplorato le prime note sulla chitarra, possiamo unire queste due conoscenze. Gli studenti possono esercitarsi sulle note della chitarra utilizzando i ritmi proposti dagli esercizi.
Questo è un passaggio importante perché lo studente non si limita più semplicemente a contare le pulsazioni, ma inizia anche ad ascoltare una nota che suona per la corretta durata.
Per esempio, quando battiamo una nota di due pulsazioni, come una minima, produciamo un singolo battito e contiamo due tempi. Tuttavia, il suono del battito non continua per l’intera durata della nota e quindi non offre necessariamente allo studente una percezione chiara di cosa significhi un suono prolungato. Quando lo stesso valore viene suonato sulla chitarra, invece, il suono può continuare per tutta la sua durata. Questo offre allo studente una percezione più chiara di come suoni realmente una nota di due pulsazioni.
In questo modo, gli studenti imparano gradualmente due elementi fondamentali della musica: quale nota suonare e per quanto tempo suonarla. Poiché questo processo viene introdotto gradualmente, gli studenti possono avvicinarsi alla notazione musicale standard con maggiore sicurezza quando iniziano a leggere direttamente dal libro.
Questi esercizi, quindi, non vengono utilizzati soltanto per lavorare sul ritmo. Gli studenti molto giovani, in particolare, potrebbero non essere ancora pronti a leggere dal pentagramma. Possono aver bisogno di più tempo per familiarizzare con lo strumento e, inizialmente, potrebbero trovare la notazione musicale standard poco chiara. Sebbene la lettura musicale sia uno degli obiettivi principali di Guitar Fundamentals 1, gli esercizi ritmici permettono di introdurre importanti concetti musicali passo dopo passo, costruendo allo stesso tempo un ponte tra note (simboli), chitarra e suono.
Il passaggio da queste attività alla notazione musicale standard è un processo, e il tempo necessario varia da studente a studente. Può richiedere da un paio di settimane fino ad alcuni mesi perché uno studente completi questa transizione con sicurezza. È importante non affrettare questa fase.
I giovani studenti stanno imparando un sistema di simboli completamente nuovo e, sotto molti aspetti, un nuovo linguaggio musicale da zero. Questo può essere impegnativo e richiede una struttura chiara e basi solide. Creare lezioni sostenibili e coinvolgenti utilizzando materiali così semplici può essere estremamente produttivo.
Una volta che gli studenti comprendono il processo e sanno come affrontare nuove note e nuovi ritmi, possono progredire con maggiore sicurezza nella lettura e nell’esecuzione musicale.
A questo punto, un singolo esercizio può essere utilizzato:
per imparare la durata delle note
per imparare diversi pattern ritmici
per introdurre l’esecuzione in duo
per imparare le note in modo semplificato e collegarle alla loro durata
Partendo dal battere le mani e da semplici segni ritmici, per poi aggiungere gradualmente le note e la chitarra, gli studenti possono sviluppare basi musicali solide e affidabili.
Alla luce di tutto questo, credo sia importante includere una sezione di esercizi dedicata specificamente al ritmo, offrendo allo stesso tempo agli insegnanti la libertà di utilizzare questi esercizi in modo creativo e di adattarli alle esigenze di ciascuno studente.



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